Stoltenberg: via il divieto a Kiev contro obiettivi in Russia

Stoltenberg: via il divieto a Kiev contro obiettivi in Russia

Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, ha invitato gli alleati dell’alleanza atlantica che forniscono armi all’Ucraina a porre fine al divieto di usarle per colpire obiettivi militari in Russia. Questo è ciò che ha affermato in un’intervista al settimanale The Economist.

Il presunto obiettivo di Stoltenberg è avere la capacità di poter controllare ciò che l’Ucraina può e non può attaccare con i sistemi forniti dagli americani, seguendo così la politica del presidente statunitense Joe Biden.

La reazione dei politici italiani alle dichiarazioni di Stoltenberg

Frena gli entusiasmi di Stoltenberg però il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani:

“Noi siamo parte integrante della Nato ma ogni decisione deve essere presa in maniera collegiale…le scelte di Kiev sono scelte di Kiev. Noi non manderemo un militare italiano in Ucraina e gli strumenti militari mandati dall’Italia vengono usati all’interno dell’Ucraina, lavoriamo per la pace. I messaggi che arrivano dalla Russia provocano anche una guerra ibrida che si combatte, ma dobbiamo sempre lavorare per la pace e abbassare i toni”.

 

Anche Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, ha commentato le parole del segretario Nato:

A Bruxelles parlano di vertice per la pace ma pensano alla guerra. Inebriati come sono dal furore bellicista rinnegano la stessa Costituzione Europea che nei suoi principi fondamentali si prefigge di promuovere la pace di fronte alle controversie internazionali”

 

Le dichiarazioni di Matteo Salvini

Lo stesso Matteo Salvini fa voce alle preoccupazioni del panorama politico italiano affermando:

“Stoltenberg o ritratta o chiede scusa o si dimette. Perché per parlare di guerra – aggiunge – per parlare di usare le bombe o i missili o le armi italiane che abbiamo mandato all’Ucraina per difendersi sul suo territorio invece per combattere, colpire e uccidere fuori dal suo territorio, può farlo non in nome mio, non in nome della Lega, non in nome del popolo italiano.”

 

Di Luca Vece

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